febbraio 13 2016

Bizzarre teorie

Nel corso di numerose letture mi è capitato di imbattermi in teorie davvero bizzarre, nel senso che, a dispetto di ogni evidenza, finiscono col contraddire la realtà e persino la scienza. La cosa che stupisce è che queste teorie hanno ampio seguito e questo sta ad indicare che un’ampia fetta di umanità in queste teorie ci crede. Non mi riferisco a oroscopi o cose del genere, ma a qualcosa di ben più raffinato e sottile, qualcosa che ha a che vedere, in qualche modo, con un senso distorto della cultura. Prendiamo Bergson, autorevole filosofo. La sua teoria più famosa è quella del tempo. Bergson distingue il tempo della vita e il tempo della scienza e nel fare ciò fa una tale confusione da lasciarmi stupefatta. Nel suo assurdo e incongruente tentativo di fare paragoni, ci regala qualcosa di cui l’umanità avrebbe potuto benissimo fare a meno. Qualcosa di simile si trova in S. Agostino e in Cartesio ma, santo cielo, loro sono vissuti in epoche ben differenti. Bergson, invece, defunge intorno agli anni quaranta del Novecento, quando le teorie einsteiniane sono oramai note. Anzi, Bergson ha pure l’ardire di criticare apertamente il concetto einsteniano di tempo. Non che con questo io voglia porre fiducia illimitata nella scienza, da Popper in poi ogni persona colta conosce bene il senso del relativismo (o almeno lo dovrebbe conoscere), ma da qui ad esaltare lo spiritualismo ne passa di acqua sotto i ponti! E se poi si va a esaminare la teoria dell’evoluzione bergsoniana c’è di che inorridire a causa del continuo esasperato tentativo di esaltare la morale a tutti i costi. Insomma, siamo in pieno medioevo conoscitivo, nel bel mezzo di un tripudio di idée bizzarre, dannose per il semplice fatto di essere errate e inutili, dannose soprattutto per avere un seguito nelle università e per avere presa in una umanità fiacca, incapace di fare i conti con il mondo reale. Dannose perché ostacolano il cammino della conoscenza, il progresso, l’apertura mentale dell’uomo verso ogni altro uomo. Non dobbiamo stupirci, dunque, se vi è un’ampia fetta oscurantista di umanità, quella che crede in Bergson e in quelli come lui, che rema contro il progresso dell’uomo e che impedisce all’altra metà dell’umanità di essere davvero libera.

 

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Posted 13 febbraio 2016 by paolasirigu in category "Pillole di filosofia