febbraio 16 2016

Cambiamo tutto affinché nulla cambi

Da sempre ho sostenuto che è inutile far credere che una idea sia buona solo per il fatto di essere animata dalle buone intenzioni. Similmente è sterile, se non addirittura dannoso, far credere che qualcuno proponga cose migliori di un altro per il solo fatto di appartenere a un determinato schieramento politico. Addirittura, anche le azioni cosiddette etiche sottostanno a qualcosa che nulla ha a che vedere con il concetto di bontà o di generosità. Vi è un solo modo di stabilire se una idea o una azione è valida e utile, ossia valutarne l’efficacia. Del resto anche molti autorevoli filosofi hanno sempre sostenuto che, se una verità é o meno oggettiva, non è una questione teorica, ma pratica. Lo diceva Marx ed era una delle idee di fondo di Gramsci. Maturare questa visione delle cose rende certamente molto più critici e oggettivi nel valutare le azioni nostre e quelle degli altri. La nostra società sarebbe migliore se i cittadini, invece di votare certi politici per il solo fatto che appartengono alla destra o alla sinistra, imparassero a votarli in relazione alla valutazione dei risultati delle loro azioni, ora non saremmo in questa situazione. Questo concetto potrebbe sembrare banale, ma non lo è affatto, come non è affatto semplice comprenderne l’intima essenza. Facciamo un esempio. Tutti dicono di essere contro la violenza, ma la violenza continua ad essere il motore del mondo. Perché? Per il semplice fatto che tutti coloro che si dicono pacifisti lo sono nella teoria e mancano di una capacità pratica di porre fine alla violenza. Ecco allora che, in questo momento storico, la “verità”, ossia la realtà che prevale e che ha validità è la violenza, perché la violenza è frutto del prevalere di leggi imposte dal più forte. Anche la proibizione di uccidere è una legge, ma non nasce da una questione morale. La volontà di rispettare la vita altrui si è imposta quando è diventata più forte della volontà di distruggerla. Non dobbiamo infatti dimenticare che nel passato dell’uomo, per millenni è accaduto il contrario. Quello che è oggi l’Occidente non è il frutto di tanti bei concetti quali “dignità dell’uomo, valore della vita” ecc., ma deriva dalla circostanza che, mentre animali e piante hanno continuato a lasciarsi sfruttare e distruggere, certi gruppi umani si sono imposti finendo col diventare più forti e imponendo così la loro logica. La violenza altro non è che uno degli aspetti del prevalere della logica del più forte e i pacifisti che appendono bandiere colorate fuori dalle loro finestre e fanno manifestazioni con i lumini in mano invece di organizzarsi sul piano della pratica, non sono persone eticamente migliori, ma restano dei patetici illusi. Siamo tutti pacifisti, ma non siamo incisivi sul piano dei fatti. Non basta condannare la violenza con delle ragioni, perché tali ragioni sono vocine che ricordano che le azioni che dovrebbero mettere in atto i pacifisti sono più deboli della violenza dominante. Ecco dunque che l’idea del pacifismo non è buona solo per il fatto di essere animata dalle buone intenzioni, non è buona perché al momento non ha prodotto alcun risultato valido non essendoci stato alcun gruppo sociale o alcuna forza politica che sia stata in grado di imporre il pacifismo sulla violenza. In questi ultimi anni il capitalismo ha mostrato tutti i suoi limiti, non tanto perché è criticabile sul piano delle idee, ma perché ha prodotto risultati devastanti. Lo ha potuto fare perché è stato imposto da un enorme gruppo sociale, quello americano, che ha avuto la capacità di demolire altre ideologie prendendone il posto. Contro la violenza della logica americana, si infrange oggi l’ondata di coloro che vogliono imporre la pace in nome dell’uguaglianza, della libertà e della dignità dell’uomo. Non sarà in nome di questi valori che la pace potrà diventare dominante, ma sarà grazie alla capacità degli uomini di non dare il proprio consenso politico a chi difende le idee a parole ma non sul piano dei fatti. Da decenni non vediamo risultati decenti in tutti i settori, giustizia, scuola e quant’altro, eppure il popolo continua a votare sempre le stesse persone, in America come in Italia. Non basta chiamarsi Obama invece di Bush, o Renzi invece di Berlusconi, perché cambiano gli uomini ma le logiche di potere non cambiano. Non comprendere questo è devastante. In America la logica resta sempre quella di dominio, chiunque vada al potere. Accadrà anche in Italia dove, dopo che gli attuali politici avranno fatto ciò che a nessuno è piaciuto, le stesse facce si presenteranno alle elezioni e lo stesso popolo le voterà ancora. Insomma, cambiamo tutto affinché nulla cambi, come diceva il Conte Salina nel Gattopardo.

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Posted 16 febbraio 2016 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0