dicembre 12 2016

Certi libri

Trovo sia sempre più difficile leggere un buon libro. Fidarsi della critica è un suicidio, i critici sono spesso pagati dalle case editrici per fare pubblicità a una loro pubblicazione, meglio dunque lasciar perdere. Entrare in libreria equivale a immergersi in un sacco dell’immondizia con guanti e maschera alla ricerca disperata di qualche perla. Ma che fatica! Fra ricettari, insulsi saggi su come vivere felici e consigli sull’autostima, gialli che di giallo non hanno nemmeno la copertina, il lettore prende timidamente in mano un libro qualsiasi, ammira la copertina, lo sfoglia, legge l’incipit e lo compera ben sapendo che questo acquisto, quasi sicuramente, lo costringerà a fare una capatina in farmacia. Eh si, perché a volte, per leggere certi libri, occorre drogarsi. Ad esempio, anche se sei un esperto filosofo e leggi l’Hamletica di Cacciari, dovresti procurarti una confezione di Ritalin per combattere la sindrome da deficit dell’attenzione. Chi volesse leggere i romanzi vincitori del premio Strega o Campiello, romanzi che la gente compera grazie all’azione martellante dei critici pagati dalle case editrici, deve correre in farmacia a comperare una scatola di anfetamine onde evitare di cadere addormentato dopo aver letto la prima pagina. Per Dan Brown occorre senz’altro che i credenti si muniscano di un antispastico per alleviare i mal di pancia. Quando vi pare di vedere che sua santità, affacciato al balcone, abbia un’aspetto pallido ed emaciato, di sicuro ha letto Dan Brown. Infine, se volete leggere i libri che vi propongono in questi giorni in prossimità delle feste natalizie, vi consiglio di correre in farmacia ad acquistare una quantità industriale di Imodium onde non rischiare che la vostra persona cada vittima di un dissolvimento fin dalla lettura del primo capitolo.

 

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Posted 12 dicembre 2016 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0

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