febbraio 10 2016

Elettori

Ascoltando la gente per strada, leggendo i giornali, guardando le trasmissioni televisive e riflettendo sui post che compaiono con grande frequenza in Facebook, non può non saltare agli occhi come tutti si consolino nella tranquillizzante convinzione di essere persone oneste, brave, intelligenti e di essere tuttavia rappresentati da una classe politica di ladri, di corrotti e di incompetenti. In questo modo di fare vi è una personale autoassoluzione e una dissociazione da quelli che sono i problemi politici del paese, ma è evidente che non è così e non occorre il genio di Einstein per capirlo! Questi politici, indifferentemente di destra e di sinistra che si alternano potere e poltrone, altro non sono che lo specchio della società in cui viviamo perché, in fondo, a eleggerli siamo stati noi. Il discorso che fanno tutti è che “per qualcuno bisogna pur votare”, quindi si finisce col votare per quello che pare il meno peggio. Ed ecco la brutta notizia: il meno peggio è qualcuno che non ci rappresenta, che non è in grado di fare bene quel mestiere e se qualcuno non è in grado di fare bene quel mestiere, che sia meno peggio, peggio o peggissimo, cambia poco e non dovrebbe farlo.
Il problema, dunque, sono gli elettori e non gli eletti.
E’ un po’ quello che accade con la televisione: la maggior parte della gente si lamenta dicendo che i programmi televisivi sono scadenti e così facendo non si rende conto che i programmi televisivi sono esattamente ciò che il pubblico vuole che siano. Chi fa programmi li fa per vendere pubblicità, quindi per acquisire massima audience possibile. Questo significa che quei programmi sono esattamente ciò che il pubblico vuole. Chi si lamenta dei programmi deve fare una cosa semplicissima: non guardarli. Alla fine, se quei programmi non avessero audience, si farebbero inevitabilmente dei programmi diversi, esattamente come se, questi politici non avessero elettori, cambierebbero i politici. Il problema dunque non è se Renzi sia capace o incapace, se Berlusconi sia onesto o disonesto, se Liuzzi sia sincera o opportunista, se la sinistra sia o no venduta alla Chiesa, se la destra sia ancora fascista o non lo sia, queste sono questioni secondarie. Questa è gente che fa semplicemente il proprio mestiere, sono politici di professione e la loro professione è prendere voti, ossia convincere la gente con tutti gli strumenti possibili. Il problema vero riguarda tutti coloro che si fanno convincere. Se mettete assieme novanta calciatori e dieci persone normali e andate a vedere i candidati di quelle liste, scoprirete che nove candidati su dieci sono calciatori per il semplice motivo che chi organizza quelle elezioni e quelle liste darà a quel pubblico di elettori i candidati più probabili per essere eletti. Questa non è opinione, è matematica. Se la maggior parte dei candidati politici è corrotta è perché la maggior parte degli italiani è corrotta, se la maggior parte dei politici è incapace è perché la maggior parte del paese è incapace. I tedeschi hanno una classe politica migliore di quella italiana perché i tedeschi sono migliori e più colti degli italiani. Il problema grave di questo paese non sono i politici, sono gli elettori e se vogliamo una classe politica migliore, inevitabilmente occorre fare in modo che il popolo sia migliore, non c’è altra strada. Se il livello culturale medio degli italiani è cinque, state pur certi che il livello culturale delle persone che in ogni partito ci rappresenta è cinque, non può essere di più. E’ lecito sostenere che questo problema è frutto di una falsa democrazia e che è piuttosto un modo per mantenere poteri e privilegi. E’ forse democrazia quella di far votare per decidere come risolvere un problema chi non è a conoscenza del problema? Eppure è successo nel referendum sul nucleare dove la maggior parte di chi ha votato lo ha fatto sull’onda emotiva di Chernobyl senza sapere nemmeno cosa andava a votare. E’ forse democrazia far votare il referendum sulle cellule staminali a gente che non sa nemmeno vagamente cosa siano affidando così il futuro della ricerca scientifica in Italia a un branco d’incompetenti? Che democrazia è quella che consente a chi è all’oscuro di un problema di decidere le sorti di un paese dando il suo giudizio vincolante e decidere su qualcosa che non conosce?
Questa non è democrazia, questa è stupidità!
Nelle aziende non ci si sogna minimamente di far decidere le strategie aziendali a coloro che non sanno di cosa si tratta. Ci mancherebbe che la Fiat facesse decidere le sue strategie aziendali al primo che passa.
Analizzando dunque razionalmente il problema, si comprende che si possono percorrere solo tre strade:
– o prendiamo atto dei limiti della democrazia e rinunciamo al principio democratico del voto e facciamo votare solo chi fa parte di una classe culturalmente elevata;
– o accettiamo il principio democratico che tutti hanno diritto al voto e cominciamo finalmente a operare per innalzare il livello culturale degli italiani;
-o continuiamo a difendere acriticamente la democrazia senza accorgerci dei suoi limiti, continuando a scegliere il “meno peggio” e continuando a fare il gioco della politica, ma allora dobbiamo imparare a non lamentarci di chi ci rappresenta.

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Posted 10 febbraio 2016 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0