marzo 17 2009

Intellettuali di regime

Nessuna categoria è di regime come quella dei giornalisti. Non mi riferisco a questioni di politica interna dove oramai è ampiamente dimostrato quanto l’informazione sia corrotta, ma rivolgo l’attenzione a come si comportano i giornalisti nei confronti della storia. Nemmeno su un argomento tanto attuale e scottante come quello del conflitto arabo-palestinese l’informazione ha il coraggio di farsi portavoce dei fatti e si lascia piuttosto corrompere dal regime. Tutti gli uomini per natura tendono a persuadere, è vero, ma i giornalisti lo fanno per mestiere. Aristotele non concepiva un’opinione senza una convinzione, una conoscenza senza desiderio, ovvero non mossa dal naturale tendere alla felicità! Il filosofo, si sa, non è interessato ad acquisire voti o consensi, fa il suo mestiere sia che si trovi alla corte di un re, sia che si trovi dietro ad una scrivania, sia in un prudente esilio. Ma chi fa informazione non è filosofo e le sue opinioni non sono dettate dalla convinzione ma dal regime che lo stipendia: se scrive per un giornale di destra diventa di destra, se scrive per un giornale di sinistra diventa di sinistra. Questa è una cosa terribile e inquietante perché la storia è storia ed esige siano riportati i fatti, perdio, e i cittadini hanno il diritto di essere a conoscenza dei PURI e SEMPLICI FATTI, cosa che non accade praticamente mai perché ai fatti l’informazione sostituisce opinioni tendenti a persuadere. Non ho mai letto su un giornale un lampante fatto, ossia che Israele è la causa della sua tentata distruzione. Mai sentito dire che Israele è l’avamposto dell’Occidente imperiale e imperialista, promotore di guerre coloniali e di politiche genocidiarie e soprattutto responsabile primario della strategia di attentati kamikaze da cui è stato colpito! Se qualcuno tenta di narrare questi fatti della storia è tacciato di razzismo, quindi l’informazione si adatta alle istanze del regime propinando ai cittadini la storia che si vuole far loro credere. Ecco dunque che una cappa di omertà sovrasta l’intero ceto intellettuale giornalistico del mondo occidentale: siamo quotidianamente abbindolati da una falange di intellettuali di regime che con i suoi silenzi complici e le sue connivenze si fa protagonista di una falsificazione ideologica senza precedenti.

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Posted 17 marzo 2009 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0