ottobre 27 2016

L’inquietudine del verde

Il verde è il colore dell’ecologia, delle rilassanti distese d’erba, della sostenibilità, del vivere a contatto con la natura in modo equilibrato e per questo è utilizzato dagli ambientalisti per l’immediato richiamo alla natura. Ma a ben pensarci le cose non stanno esattamente così. Qualcuno lo deve aver intuito, essendo il colore della carnagione di Hulk quando si arrabbia, e quello degli extraterrestri pronti a invadere la terra. In realtà il processo di produzione del colore verde è molto problematico, così come lo smaltimento degli oggetti di plastica e di carta dipinti con questa tinta che, a causa della loro natura, non potranno mai essere ecologici. È impossibile colorare di verde la plastica, o stampare con inchiostro verde su carta, senza contaminare. I pittori dell’Ottocento usavano l’arsenico, notoriamente velenoso, con il risultato che spesso i quadri scolorivano o si deterioravano. Quando il colore veniva impiegato nella carta da parati, bastava spazzarla per far volare particelle del metallo letale che, leggenda vuole, fecero ammalare Napoleone sull’isola di Sant’Elena. Ecco dunque che un colore tanto amato, e che per questo pare innocente e viene assurto a simbolo della natura, in realtà maschera molte insidie. Come tutte le cose di questo mondo, del resto.

Libreria acqua alta

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

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Posted 27 ottobre 2016 by paolasirigu in category "Photoblog", "Scritti Corsari 2.0

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