febbraio 7 2016

Ma esiste davvero la libertà?

E’ risaputo che la libertà è la possibilità di applicare liberamente le proprie scelte e le proprie convinzioni rispettando quelle altrui. Apparentemente su questo tutto concordano, dato che il concetto è semplice, peccato che qualcosa del genere non esista. Curioso anche il fatto che tutti la perseguono, quindi viene da pensare sia un obiettivo comune, ma nemmeno questo è vero. La parola libertà è la bandiera della sinistra, lo è oggi e lo è stata in passato, una bandiera che cerca di far coincidere libertà e uguaglianza sociale. E’ tuttavia oramai un dato storicamente acquisito che le due cose sono inconciliabili in quanto l’uguaglianza sociale causa inevitabilmente regimi violenti e persecutori, come lo sono stati i regimi comunisti, e quindi l’uguaglianza sociale favorisce la non-libertà. La destra lo ha compreso e ha accolto il principio della disuguaglianza sociale in quelle che Popper chiamerebbe “società aperte”. La destra, dunque, pur facendo il contrario della sinistra, fa propria una cosa altrettanto discutibile: separa libertà e uguaglianza sociale creando un’inevitabile spaccatura fra chi detiene la ricchezza e chi è povero, dimostrando ancora una volta l’inconciliabilità fra libertà e uguaglianza. Chi ha ragione? Nessuno, perché entrambi le scelte si rivelano precarie, ma questo porta a riflettere sul fatto che libertà e uguaglianza sono inconciliabili e induce a chiedersi a cosa sia preferibile dare la precedenza. La prima cosa che viene in mente è che la libertà dipende dalle risorse economiche: più ho soldi più sono libero. Rivendicare dunque la libertà prescindendo dalle condizioni che ne rendono possibile l’esercizio, significa frullare la testa della gente con parole nobili alle quali, però, non corrisponde sostanzialmente nulla. Va da sé che per parlare di libertà occorre dunque chiarire le condizioni che rendono possibile il suo esercizio. La disponibilità economica è una di queste. Ecco l’errore di fondo della sinistra: voler assicurare l’uguaglianza a tutti non comprendendo che questo va a scapito della libertà. La libertà intesa come possibilità di applicare liberamente le proprie scelte e le proprie convinzioni rispettando quelle altrui non è possibile in una società che impone l’uguaglianza. In questo caso la parola libertà rivendica per sé una nobile valenza quando invece è una qualità imposta con la forza. Ecco anche l’errore di fondo della destra: voler assicurare la libertà a scapito dell’uguaglianza. La libertà intesa come possibilità di applicare liberamente le proprie scelte e le proprie convinzioni rispettando quelle altrui non è possibile nemmeno in una società che permette solo ai ricchi di essere liberi. In questo caso la parola libertà rivendica per sé una nobile valenza quando invece è una qualità materialistica.
La libertà non esiste. In questa idea è infatti insito qualcosa che impedisce la sua piena realizzazione tanto ai ricchi quanto ai poveri, basti pensare all’imposizione di certi dettami della Chiesa che chiede con forza e senza tregua che le leggi dello Stato impongano a tutti i cittadini, ricchi o poveri, credenti o atei, il suo credo. Ecco allora che si chiede a tutti di rinunciare alla propria libertà e di credere nella pretesa verità morale di un gruppo di persone. La conseguenza immediata è la circolazione di decaloghi morali nei quali, in nome di una divinità, si chiede a tutti di rifiutare senza esitazione l’aborto, di affermare la priorità della famiglia eterosessuale, di rinunciare ai risultati terapeutici della ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, di rinunciare alle pratiche che permetterebbero alle coppie sterili di avere figli attraverso la fecondazione eterologa in vitro, di rifiutare il diritto di scegliere la propria morte, e così via. E’ evidente che questo va in toto contro quel concetto di libertà che all’inizio di questo post aveva apparentemente messo tutti d’accordo.   Ecco dunque dimostrato che la libertà non è affatto quello che crediamo che sia, soprattutto non è la possibilità di applicare liberamente le proprie scelte e le proprie convinzioni rispettando quelle altrui!

 

Spread the love


Copyright 2017. All rights reserved.

Posted 7 febbraio 2016 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0