febbraio 15 2015

Nel nome della madre

FINALISTA PREMIO LETTERARIO F. ALZIATOR

L’esistenza era dura a Jerzu, un piccolo paese dell’Ogliastra, eppure Arròsa viveva i dolori della vita in modo composto, come composta era stata tutta la sua esistenza. Pervasa da un’inquietudine perenne, mai aveva fatto trasparire i moti dell’animo, perché era riuscita a mitigare le disillusioni e le insofferenze creandosi una scala di valori alla quale era stata sempre fedele: la famiglia, Dio, le tradizioni. Ma ora che avevano ucciso il suo Vittorio e che aveva una bimba da crescere, che senso aveva tutto questo? Sebbene si fosse sempre sottomessa agli eventi della vita con grande umiltà, ora più che mai si sentiva vittima di una ingiustizia che non poteva più sopportare. Portò il lutto, Arròsa, ma il lutto non feceva che urlare addosso alla figlia tutta la sua disperazione alimentando in lei, giorno dopo giorno, un fortissimo senso di ribellione nei confronti di sos istranzos. Quel nero di lutto ricordava a Nannai tutte le ingiustizie subite dalla madre, l’insensatezza della vita, le tragedie quotidiane, i laceranti ricordi, gli orrori e le violenze, il destino di una terra martoriata. Nannai pareva destinata a vivere una vita infelice qualunque, invece ecco avvenire lentamente qualcosa di singolare, un radicale rovesciamento della stanca e immutabile rassegnazione tipica dell’animo femminile ogliastrino. Crescendo, comprese che la giustizia dello Stato condanna e assolve secondo le proprie leggi, mentre la giustizia della sua gente ha altre regole ed emette ben altre sentenze. Comprese che le azioni possono essere atti di eroismo o di criminalità a seconda dell’orizzonte da cui si guarda e che il senso dell’esistenza è sempre interpretato dal punto di vista dei più forti. Refrattaria a ogni sentimentalismo, implacabile nella critica alle istituzioni, Nannai si rivela, con le parole e con le azioni, un prodigio di forza, dove tutte le atrocità, pur senza perdere nulla della loro lugubre asprezza, diventano scene di un viaggio battuto dal maestrale in una terra che chiede giustizia. E’ tutto questo che induce Nannai Murtas a mettere in atto le norme del codice non scritto, perché tutto intorno a lei grida che le offese non possono restare impunite.

 

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Posted 15 febbraio 2015 by paolasirigu in category "I miei libri