febbraio 15 2016

Noi che di notte dormiamo poco

Nottambuli, solitari, malinconici e leggermente divertiti, noi che di notte dormiamo poco, non soffriamo d’insonnia. Semplicemente abbiamo sempre tante cose da fare e il sonno ci pare una perdita di tempo. Ci piace vegliare quando gli altri dormono, osservare, spiare le scene che si svolgono sotto i nostri occhi quando scompare la gente e il mondo si popola di idee. Come piccole gifts animate, le idee si muovono dentro di noi con la magia di un bizzarro pagliaccio che danza al battito silenzioso di un tamburo irreale o di una balalaika oscura. Noi, che di notte dormiamo poco, siamo accomunati da un temperamento incline al silenzio, siamo pervasi da malinconica solitudine, abbiamo bisogno di una dilatazione del tempo per fare spazio a tutti i nostri pensieri. Mostriamo tutti una certa tendenza all’isolamento perché non siamo figli della frenesia moderna. Ci piacciono le vestigia della città, ci rilassiamo davanto a un buon cibo in una vecchia trattoria, frequentiamo i nostri simili con una certa fatica e una certa titubanza perché non siamo a nostro agio fra la gente. Noi, che di notte dormiamo poco, godiamo all’idea che alle quattro di mattina, mentre il mondo dorme, abbiamo idee che vegliano, consapevoli che la veglia e le idee esigono il silenzio da cui scaturiscono le idee migliori. Soffriamo per le luci accecanti del giorno e solo quando gli altri dormono, troviamo che questo mondo sia apparentemente perfetto, capace di farci fuggire dall’inconsistenza del vivere. Quando gli altri dormono, viviamo sospesi tra sogno e realtà, perdiamo la nostra consistenza materiale e possiamo finalmente abbandonarci alle idee che ci si accalcano intorno, consapevoli di essere finalmente liberi.

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Posted 15 febbraio 2016 by paolasirigu in category "Pillole di filosofia