giugno 17 2012

Il governo Monti e le banche

Una cosa è certa, chi governa non vuole che si esca dalla crisi perché la crisi fa arricchire potenti lobby. La dimostrazione è più semplice di quanto si possa immaginare e risiede in una questione puramente logistica. Premetto che non ci vuole neppure tanta intelligenza per comprendere che, se si aumentano le tasse e dunque le entrate, la situazione non può migliorare se non si restringe il foro delle uscite. Ve la immaginate una vasca dalla quale esce acqua da un foro del diametro di un metro e un governo che tenta di riempirla con un contagocce? Se volessimo veramente avere davanti lo specchio reale della situazione basterebbe rivolgersi ad esperti di sistemi statistici, qualora fossero interpellati, e questi saprebbero indicarci oltre ogni ragionevole dubbio che quanto stiamo facendo non è sostenibile a nessun livello, né economico, né ambientale, né politico o sociale. Si parla di manovrette da teatrino senza affiancarle con indicazioni che forniscano un quadro globale e soprattutto corretto della situazione e un progetto di risanamento.
 Abbiamo bisogno di dati che consentano di tenere sotto controllo il capitale fisico, umano e naturale e che questi non sia ricercati dimostra che non vi è una reale volontà di risanare il paese per cui assistiamo a misure parziali e politiche sbagliate che stanno mettendo a repentaglio il mondo intero. Il problema è che chi detiene il potere politico ed economico si limita ad imporre programmi di austerity ai paesi più deboli, con lo scopo di creare una non sostenibilità finanziaria in grado di arricchire alcune lobby. I dirigenti bancari si arricchiscono oltre misura alle spalle dei cittadini dei paesi più deboli e intanto la Germania, sulla pelle di questi paesi, sta diventando una potenza. Aver dato la politica italiana in mano alla finanza è stato l’ultimo atto di questo inevitabile declino perché era prevedibile che il Governo Monti facesse le riforme insignificanti che sta facendo proprio perché il suo occhio è sempre attento solo agli interessi delle banche.

marzo 26 2012

Tutti in Cayenna a piantare pepe

Il Fondo Ambiente Italiano ieri ha festeggiato i suoi vent'anni. Puntuale, ecco che il Presidente Napolitano ha fatto il suo bel discorso su quanto questa sia stata una bella invenzione per il nostro paese. Certo, queste cose le deve dire, è stato messo a fare il Presidente della Repubblica per questo, ma mi duole dirlo, sono delle balle invereconde perché, se è vero che la bontà di una iniziativa si vede dai risultati, qui i risultati non ci sono. Per la tutela dell’ambiente non si è stanziato pressoché niente e l’Italia cade a pezzi. Il nostro patrimonio storico-artistico e paesaggistico si sgretola giorno dopo giorno per l’incuria dei politici. Eppure chi si dedica all’ambiente c’è, non solo al parlamento, ma anche il paese più minuscolo ha un suo assessorato all’ambiente. Che ci sta a fare questo esercito di mentecatti? Se ci chiediamo quali siano stati i risultati della loro esistenza ne ravvediamo uno solo: hanno preso un lauto stipendio rubando soldi ai cittadini che nulla hanno avuto in cambio. Per noi, che assistiamo impotenti allo sgretolarsi delle risorse ambientali, questa struttura è stata una delle tante mangiasoldi, uno strumento usato da gente criminale che, per avere consenso elettorale, ha concesso permessi che non si dovrebbero dare. Ecco, caro Presidente Napolitano, invece di proclami vogliamo sentirle dire che chi ruba e chi non svolge il ruolo per il quale è stipendiato, dev'essere mandato in Cayenna a piantare pepe.

marzo 21 2012

Altre inquietanti riforme in arrivo dal Governo Monti

In questo momento è in atto un incontro fra Monti, la Fornero e compagnia cantante per trovare un accordo per la riforma sul mercato del lavoro. Già filtrano le prime notizie e a me tremano le vene ai polsi. Si, perché ogni cosa che si decide in Italia è un insulso, macchinoso, cervellotico compromesso fra un’idea di partenza e le mille voci urlanti che si levano chiedendo ritocchi, smussamenti di angoli, aggiunte e omissioni, tutte modifiche pretese da partiti, clero e sindacati ai quali, oramai lo abbiamo ben capito tutti, poco importa delle sorti degli italiani, ma hanno occhio molto attento sugli umori dell’elettorato. Il resto del mondo guarda sbigottito e incredulo a questo modo di fare e non se ne capacita. Prendiamo l’IMU. E’ una patrimoniale che in tutti i paesi civili si fa guardando a non più di due o tre parametri, ossia localizzazione, età e superficie dell’immobile. In effetti, questa è stata anche in Italia la proposta originaria, qualcosa di semplice, facilmente comprensibile dai cittadini e altrettanto facilmente gestibile dalla burocrazia. E invece no. Ecco che le cornacchie urlanti, il ciuffo della Camusso al vento, i baffi sputacchianti di Bonanni e la numerosa schiera di ladri che invece di stare in galera sta al governo, hanno preteso le modifiche più consone al proprio elettorato. Così l’Imu è diventato un pateracchio incomprensibile fatto di centinaia di cavilli tanto che nessuno ci capisce nulla. Dunque, di base c’è la localizzazione e la superficie dell’immobile, ma ecco le eccezioni, così la prima casa può beneficiare di una detrazione fissa di 200 euro, poi conta il numero dei figli ed ecco altra detrazione di 50 euro per ciascun figlio, però dipende da quanti anni ha, e allora lì tutti a contare gli anni dei teneri virgulti, e poi bisogna vedere se nella casa ci abitano i parenti. Poi ecco gli affitti con aliquote che si alzano o si riducono ma dipende dall’anno e dipende dal Comune che a sua volta interviene con aliquote discrezionali. Insomma un casino inverecondo. Posso solo immaginare cosa questi maledetti stiano partorendo ora sulla riforma del mercato del lavoro. Non oso pensarci. Flessibilità si, però fatta eccezione per questo su volere di tal sindacato e per quell’altro su volere di tal partito e così via. E intanto che le imprese fuggono all’estero perché qui le dissanguano con le tasse, intanto che l’edilizia è a terra perché la mafia se ne è appropriata e perché lo Stato non paga le imprese, intanto che i cervelli fuggono all’estero, intanto che i ricchi sono sempre più ricchi e che al popolo manca solo la tassa sulle mutande, il governo pensa di risolvere tutto con un confuso concetto di flessibilità e con l’apertura domenicale dei negozi. Idioti, se la gente non ha soldi per fare acquisti il lunedì, non li ha nemmeno per fare acquisti la domenica.

dicembre 5 2011

Cara Fornero…

Tutti conosciamo il detto “piangere lacrime di coccodrillo” riferito a chi piange in modo falso dopo aver commesso un atto ignobile. Mai detto calza meglio se riferito alle sue lacrime, signora Fornero! Lei, dopo aver trattato le fasce più deboli della società, quella che ogni paese civile dovrebbe invece proteggere, finge pure lo strazio del cuore. Per un esperto della comunicazione non è poi nemmeno difficile comprendere il messaggio lanciato da quelle lacrime, lacrime che vogliono dirci: cosa volete, sono costretta a massacrarvi, io non lo volevo ma non posso fare altro. Spregevole ipocrisia. In realtà è di vergogna che lei dovrebbe piangere. Ha tassato sempre i soliti mentre alle categorie privilegiate praticamente si è toccato quasi nulla, bruscolini. Si potevano recuperare tantissimi fondi senza intaccare minimamente le tasche degli italiani: tagli ai rimborsi elettorali e ai finanziamenti ai giornali, adeguamento delle pensioni dei politici a quelle di tutti, ridimensionamento degli stipendi dei dirigenti, ritiro delle truppe dalle zone di guerra, soppressione delle province, introduzione dell’Ici per i beni della Chiesa, decretare che chi fa politica non faccia altri lavori, tassare i capitali scudati perchè è ignobile che noi paghiamo le tasse e che i ricchi abbiano i capitali al 5% una tantum! E ancora, lotta all'evasione, risanamento del sud e lotta alla mafia, controllo sulla spesa pubblica e sugli appalti, ecc. Insomma la lista sarebbe infinita. Invece no, come al solito, per colpa sua a pagare sono sempre le fasce più deboli della società. Insomma, cara signora Fornero, le sue lacrime non hanno convinto proprio nessuno perché delle cose immonde che lei ha fatto se ne poteva benissimo fare a meno. Abbia almeno la dignità di non piangere davanti agli onesti cittadini!

novembre 18 2011

Poteri occulti

Quando si parla di distruzione si pensa generalmente alle guerre, ma non è sempre così. La realtà è che l’Occidente, oggi, si sta autodistruggendo senza armi, semplicemente grazie all’uso strumentale di poteri occulti. Giornali, televisioni, diffusione di notizie attraverso internet e ogni altro strumento di potere mediatico, organizzano stragi strumentalizzate, frasi estrapolate, guerre presentate solo in certe prospettive, mezze verità e mezze bugie. Il tutto propinato quotidianamente alla gente in modo immondo per plasmare le menti fino all'assorbimento di quel che fa più comodo al potere, grazie ad un modo immorale e tendenzioso di fare notizia. La televisione, in particolare, è un colossale laboratorio che agisce in nome dello Stato e della Chiesa secondo una precisa logica di dominio. La televisione, infatti, è lo strumento più potente del controllo di massa che sia mai esistito. La televisione è un'orgia partitocratica rappresentata dal teatrino di un consiglio d'amministrazione controllato dal potere politico. Questo parlamentino controlla il modo in cui vengono propinate le notizie, un modo che deve piacere a tutti coloro che contano, insomma al salotto trasversale che poi si ritrova la sera da Bruno Vespa o da Floris dove ogni frase è preparata, controllata, pianificata. Le tecniche televisive di plagio sono applicate su tutto, sulla propaganda elettorale, ad esempio, dove operano per mutare la percezione mentale della gente, per orientare la facoltà di scelta, la capacità di valutare gli eventi e le persone. La televisione non è teatrino delle vanità, come diceva Pio XII, ma è una gigantesca brain machine che sta mutando la specie umana sostituendo alla libertà, alla volontà e alla critica, l’adesione incondizionata agli stereotipi di massa decisi dai consigli d’amministrazione di turno. Accanto alla televisione incombe, di continuo, anche l’azione dei giornali. Giornali indipendenti, sia chiaro, non ne esistono, sono tutti schierati perché dalla politica dipende la loro esistenza e, soprattutto, dipendono i loro finanziamenti.  Il controllo sociale operato attraverso la stampa è il modo grazie al quale, sia la Chiesa che lo Stato, esercitano quotidianamente la loro azione di plagio. Il potere dei media di manipolare la realtà dei fatti è enorme, agisce soprattutto per distogliere l’attenzione della gente dal sapere libero. Televisioni e giornali sono strutture atte a una formazione politica di dominio. Ricorrendo alla manipolazione dell’informazione utilizzano gli argomenti al fine di mettere in primo piano i propri obiettivi. Quando certe immagini fanno il giro del mondo, improvvisamente, la situazione che richiamano, che magari è insignificante, diventa un problema internazionale. A volte, invece, un determinato argomento considerato poco interessante ai fini politici, si perde nella giungla delle notizie anonime. Un esempio è il problema dell’AIDS, di cui praticamente non si sente più parlare, o gli scandali Cirio e Parmalat che sono stati toccati di striscio e poi gettati nell’oblio, forse per non ricordare alla gente che in Italia si possono falsificare bilanci e aprire buchi clamorosi nei conti societari rimanendo pressoché impuniti, mentre se il pastore sardo ruba tre pecore deve scontare anni di carcere per furto aggravato. I giornalisti, ecco, proprio loro. Li credete forse dei professionisti? In un certo senso lo sono, ma sono professionisti alle dipendenze di qualche gruppo di potere. Hanno il compito di filtrare ciò di cui si parla, in alcuni casi coprono o minimizzano gli scandali, in altri casi ne montano di enormi proporzioni. Tutto avviene per fini politici e di potere. I media, dunque, sono strumenti di un perverso sistema usato dai poteri forti dello Stato e della Chiesa. Sono mezzi per il controllo delle ideologie, ossia sistemi dottrinali che producono un lavoro di informazione-persuasione. Le masse fungono da semplici spettatori, da gregge disorientato, da loro ci si aspetta che obbediscano agli ordini e basta. Se si vuole montare uno sciopero basta dare evidenza più a certe notizie che ad altre, se si vuol demolire un personaggio basta sbatterlo tutti i giorni in prima pagina, non importa per cosa, e state pur certi che la gente prima o poi ci cascherà, è solo una questione di tempo. Lo scopo è fare in modo che il gregge disorientato si orienti secondo uno schema ben definito. Prima o poi il gregge si sveglierà?

aprile 11 2011

Insegnanti – Il sole 24 ore

Il Sole 24 ore di oggi dedica un ampio articolo all’esaltazione della figura dell’insegnante elogiando i professori di ogni ordine e grado. Ma chi ha steso quell’articolo è mai entrato in una scuola? La figura dell’insegnante è, sul piano professionale, quanto di più triste si possa immaginare. Poco o per nulla rispettato dai genitori, neutralizzato, privato di ogni autorità, spesso incapace di gestire la disciplina nella classe. Mai come in questi anni l’insegnante ha assunto l’aspetto di un animale da gregge. In nome di un’arbitraria pedagogia imperante si sono imbrigliati i docenti con direttive, norme burocratiche, imposizioni didattiche e comportamentali e altre miriadi di dissennatezze che sono state chiamate riforme, firmate da ministri di destra e di sinistra. Dietro a norme apparentemente democratiche per l’acculturazione delle masse si sono mascherati subdolamente tutta una serie di provvedimenti atti a destrutturare ogni gerarchia scolastica e a trasformare il diritto allo studio in un irrealistico diritto al “successo formativo”, una penosa pedagogia veterosessantottina mirante ad accontentare i genitori che vogliono vedere realizzate al massimo le possibilità formative dei figli fannulloni. Se davvero la scuola italiana fosse in grado di offrire tali garanzie sarebbe al primo posto nel mondo per il livello culturale dei suoi abitanti e non avrebbe 20 milioni di persone sull’orlo dell’analfabetismo. Abolizione degli esami di riparazione, promozioni generalizzate, debiti e crediti mai saldati, bieco buonismo interessato, tutto questo si è tradotto in uno scadimento drammatico del livello culturale degli studenti italiani a cui gli insegnanti non hanno saputo porre rimedio per incapacità, menefreghismo e opportunismo. Evidentemente chi ha scritto l’articolo sul Sole 24 ore non sa che quello degli insegnanti è un popolo di sfigati insoddisfatti, scontenti, frustrati, mal pagati, in conflitto col sistema. Per non parlare dei dirigenti scolastici, sempre meno tutori degli interessi della scuola che, per non avere problemi con i genitori nevroticamente protettivi, cercano di mettere a tacere ogni cosa e di favorire la logica della promozione ad ogni costo contribuendo così alla trasformazione dei docenti in figure ridicole e patetiche, svuotate di ogni autorevolezza. Assicurare la promozione per accontentare l’utenza, questo è il motto di ogni Preside. In questo contesto gli insegnanti soffrono il peso di una scuola dove capacità, intelligenza e bravura non sono tenute in considerazione finendo col diventare, nel tempo, apatici e poco interessati ai reali bisogni degli alunni per la consapevolezza che la loro è una battaglia persa in partenza. Ma è proprio questa apatia, questa incapacità di gestire la classe che rende perverso il sistema, perché il docente che non è a posto con la coscienza promuove sempre per non avere problemi o per non ritrovarsi l’anno successivo in classe lo stesso alunno che l’anno precedente gli ha reso la vita impossibile. Ma queste cose il giornalista del Sole 24 ore le sa? Tutto questo ha causato l’abbandono di ogni principio di autorità, la cancellazione di ogni concetto di limite e la delegittimazione degli insegnanti. Ne consegue che si formano ragazzi autorizzati a pensare che la scuola sia un luogo dove si regalano voti e promozioni e dove ogni tipo di comportamento è tollerato e impunito, dove i più scansafatiche hanno i maggiori privilegi e i bulli si affermano e prevalgono nel gruppo dettando pessimi modelli comportamentali. Ogni ragazzo può commettere la più bieca azione senza essere punito, un tempo al massimo gli si dava qualche giorno di sospensione regalandogli una vacanza, oggi nemmeno quello. Così nelle scuole imperano recidivi, vandali, maleducati, idioti che maltrattano i più deboli, che mancano quotidianamente di rispetto agli insegnanti senza che gli insegnanti abbiano la forza di adottare un serio provvedimento, ad esempio l’allontanamento dalla scuola. Ogni comportamento indegno viene ipocritamente deprecato a parole, ma viene favorito nei fatti perché gli insegnanti promuovono per non avere problemi. Eh no, chi ha scritto quell’articolo non conosce proprio gli insegnanti, altrimenti avrebbe estrinsecato ben più foschi pensieri.  

dicembre 26 2010

Prepariamoci alla grande sete

L’umanità intera si dibatte su un’infinità di questioni, molte non sostanziali, ma nessuno prende in considerazione il fatto che in un futuro prossimo il vero grande problema sarà la carenza d’acqua. Negli anni ’70 si diceva che l’esplosione demografica avrebbe portato a carestie e denutrizione, ma quelle previsioni si sono rivelate errate perché gli sviluppi della tecnologia hanno consentito un incremento della produzione alimentare mondiale. Ma quella produzione si è basata su un incremento ancora più forte dell’impiego delle risorse idriche e nelle aree del mondo soggette a stress idrico i contadini devono scavare sempre più in profondità per estrarre l’acqua da falde che si stanno prosciugando. Continue reading

novembre 8 2010

La vedo brutta

Uno degli errori più frequenti che commette la gente è quello di pensare che l’utile coincida con ciò che è auspicabile e così facendo perde ogni contatto con il mondo reale. Un esempio: il nucleare non piace a nessuno, soprattutto per i problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive, quindi tutti siamo portati a dire che vogliamo energie alternative. Facciamo quattro conti. Un abitante degli Stati Uniti consuma quanto 2 europei, 6 cinesi, 22 indiani e 70 kenioti. Che succederà se gli abitanti dei paesi poveri cominciassero, come ha fatto la Cina, a consumare quanto i paesi ricchi? Continue reading

ottobre 20 2010

Indovina chi non rispetta la legge

Davanti ad una sentenza passata in giudicato e che lo condanna, il comune cittadino non ha scampo. Se la condanna è penale finisce in galera, se è civile gli portano via il dovuto senza tanti complimenti. Non è così per i giudici e ancor meno per i capi dei giudici, ossia per la magistratura. Le sentenze loro non le rispettano e il tragico è che non c’è nessuno che gliele faccia rispettare perché loro sono gli amministratori indiscussi della giustizia e non hanno controlli. Questa ignominia qualcuno la chiama “autonomia della magistratura” invece è proprio questo che fa dei giudici, e soprattutto della magistratura, una categoria inaccettabile in una democrazia. Continue reading

settembre 12 2010

Basta con la donzelletta che vien dalla campagna!

Sappiamo (e chi non lo ha capito è bene che lo impari al più presto) che la scuola è schifosamente tendenziosa nel momento in cui impone un sapere di Stato, un sapere fatto tutto di casa e Chiesa, un sapere rassicurante che consente il controllo delle masse e che al gregge fa imparare ciò che è bene che impari. Questo è il motivo per cui la scuola italiana di ogni ordine e grado continua a massacrare i coglioni degli studenti con obbrobri tipo “La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole” dando del Leopardi l’immagine di uno storpio infelice che scriveva un sacco di cazzate. Continue reading

agosto 9 2010

Degenerazione dei tempi

Vi bastano due minuti per lavare un aereo? A voi forse no, ma sembra invece che siano sufficienti alle quattro splendide hostess in bikini della compagnia di volo russa Avianova! Da sempre la pubblicità ha il vizietto di sfruttare immagini femminili o meglio, i loro sederi. Alcuni spot sono diventati veri e propri pezzi di costume, a cominciare dal celeberrimo “Chi mi ama mi segua” inventato da Oliviero Toscani come slogan per commentare le natiche della modella Donna Jordan, semicoperte da short in jeans particolarmente succinti. Continue reading

luglio 2 2010

E la luna sta a guardare

Ricordo che poco prima dell’allunaggio dell’estate del 1969, una giornalista del Corriere di cui non ricordo il nome, deplorò la corsa Usa-Urss per la conquista dello spazio come l’ennesima ricaduta negativa della guerra fredda rimpiangendo che neppure il cielo stellato restasse immune dalle lorde impronte degli umani, libero per voli poetici dell’immaginazione. Allora si mosse Calvino di cui avevo appena letto Il barone rampante e Il cavaliere inesistente e che aveva suscitato in me un certo interesse. Continue reading