gennaio 27 2017

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:


Quando mangiamo della carne o del pesce, possiamo considerarci innocenti rispetto a com’è vissuto l’animale che sta nel nostro piatto? No di certo perché, in quanto esseri appartenenti a una società civile, non possiamo far corrispondere il concetto di “buono” solo a ciò che è piacevole al palato. Non si pretende che tutti diventino vegetariani, ma è doveroso che tutti pretendano dagli allevamenti requisiti etici di attenzione nei confronti dei parametri della qualità della vita animale. Gli animali non sono mere risorse da sfruttare, ma esseri meritevoli di tutela perché, come afferma Popper, “tutti gli animali, io pure, si esprimono”. Continue reading

gennaio 26 2017

Il ridicolo è dietro l’angolo

Una foto pubblicata da Mary Garibaldi (@marygaribaldi18) in data:

Ci sono genitori che si vantano di essere amici dei propri figli, così come ci sono insegnanti che si vantano di essere amici dei propri alunni. Niente di più sbagliato. Ci sono genitori e insegnanti che si rendono ridicoli mostrando con i ragazzi atteggiamenti di eccessiva confidenza ed esaltando stili di vita identici tra diverse generazioni. Eppure non ci vuole neppure molto a capire che, in campo educativo, se è fondamentale fiducia e apertura reciproca, questa deve tuttavia essere basata sulla distinzione fra i ruoli. Quanto il buonismo da quattro soldi sia sbagliato, lo dimostra il fatto che un tempo i genitori svolgevano il loro ruolo senza troppi problemi e in questo riuscivano piuttosto bene. Continue reading

gennaio 25 2017

Pelo e contropelo

Una foto pubblicata da Blogstermind (@blogstermind) in data:


Vi ricordate quando Obama è andato in Africa e ha detto agli africani: io sto con voi, però smettetela di lamentarvi perché la corruzione che vi rende poveri è roba vostra, non arriva da fuori. A differenza di Obama, nessun politico in Italia ha il coraggio di fare il contropelo al suo auditorio. Mai sentito un onorevole affermare davanti a una platea siciliana che la mafia è siciliana. Macché: la mafia sta a Roma, a New York, a Bogotà, dovunque ma non lì. Questo accade perché i nostri politici sono operaisti con gli operai, padronali con i padroni, vegetariani fra le pannocchie e carnivori fra i leoni, perché gli elettori non sono guardati come persone da responsabilizzare, ma come clienti da intontire dicendo loro che la colpa che li angustia è sempre altrove. Continue reading

gennaio 24 2017

Il pluralista


Diciamolo subito, il pluralista è una persona rara. Accetta il fatto che il mondo sia complesso e, dunque, che non ci sia una verità acquisita per sempre. Senza abdicare alle proprie convinzioni più profonde, non teme di ascoltare pareri diversi e pensa che, se sono ben argomentati e presentati con garbo, possono anche arricchirlo. Quanto più fra un gruppo sociale prevale il tipo pluralista, tanto più la democrazia è salda e sicura. Non è questione di essere di destra o di sinistra, così come ci sono faziosi di ogni credo, ci sono pluralisti di ogni tendenza. Continue reading

gennaio 17 2017

Amoreggiamenti

Anche un cieco vede che la sinistra, storicamente laica, è fin troppo vicina alla Chiesa per ragioni tattiche. E’ un fatto che negli ultimi anni, con i governi Prodi, con la segreteria Veltroni e soprattutto Franceschini, ma anche con Bersani, Letta, Renzi e Gentiloni, i rapporti fra la sinistra e i vertici ecclesiastici sono idilliaci. La sinistra, nella sua debolezza, prova un terrore simile all’horror vacui di perdere i voti che gli vengono da un confuso elettorato di sinistra che vota per il Pd ma che la domenica va in chiesa e che a capo chino prende la comunione. E’ con questo elettorato che i partiti devono fare i conti e, c’è poco da fare, gli italiani sono e resteranno sempre democristiani, anche se cambia il nome dei partiti che votano. Continue reading

gennaio 16 2017

Il peggior vizio della democrazia

Una foto pubblicata da Claudio Cominardi (@c_cominardi) in data:

Il peggiore vizio della democrazia consiste nella tendenza al livellamento. Come diceva Tocqueville, la democrazia diffida del talento, esalta la mediocrità e usa la forza del numero, la quantità contro la qualità. La democrazia cerca di trasformare un bene in sé prezioso, ossia l’uguaglianza giuridica dei cittadini, in uno strumento volto a imporre un perverso egualitarismo sociale. Dunque, se la democrazia è un male necessario, occorre combattere i suoi continui eccessi demagogici. Anche per questo fatichiamo a essere liberali, perché il liberalismo è un ideale di gran lunga superiore alla democrazia, che è invece uno strumento imperfetto. Continue reading

gennaio 15 2017

Ritratto di un moralista

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

Ebbene si, lo confesso, ho schiacciato uno insetto in ascensore. Tolto di mezzo, soppresso, reintegrato nel ciclo naturale. Ho ucciso e attendo le critiche dei naturalisti duri e puri, gente che ti condanna perché hai eliminato un insetto e che magari si fa meno scrupoli nell’eliminare professionalmente, magari sentimentalmente, altri esseri umani. Ci sono peccati che non si possono perdonare. No, non sto parlando di quelle efferatezze che il codice interno delle carceri punisce più severamente di ogni codice penale: delitti contro bambini o familiari, no. Parlo di quelle piccolezze che costellano la meschina quotidianità. Continue reading

gennaio 13 2017

Il vile

Una foto pubblicata da Alan Nguyen (@rotmouth.exe) in data:

In qualche modo il pauroso e il vile si assomigliano essendo accomunati dal dubbio, ma i dubbi del vile sono ben più pericolosi di quelli del pauroso perché, mentre il pauroso danneggia solo se stesso, il vile danneggia gli altri e in questo sta la sua vigliaccheria. Il vile, infatti, nel suo decidere prima una cosa e poi il suo contrario, produce un danno a quelli che contano su di lui e si fidano della sua parola. In molte situazioni il pauroso che trema e dice «non me la sento» suscita disprezzo, ma è ben più grave il caso di chi invece ottiene la fiducia degli altri e poi viene preso dalla paura, si ferma, si nasconde e, per colpa sua, molti vengono danneggiati. Continue reading

gennaio 12 2017

Paganelli di lusso

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

Quando ero bambina ero solita improvvisarmi pescatrice e, con un manico di scopa, un filo e un amo, creavo una rudimentale canna da pesca e saltavo di barca in barca per pescare paganelli, altrimenti detti ghiozzi, “gò”, in dialetto veneziano. Dovevo però munirmi di esche grazie a un retino da pesca che infilavo nell’acqua sotto riva e che in un battibaleno si riempiva di “anguee”. Quando ti affacciavi da una riva, soprattutto nei pressi delle bricoe, ma anche presso i pontili dei vaporetti o vicino alle barche, potevi vedere interi banchi di questi piccoli pesci luccicanti che sembravano fermi e che, invece, erano in continuo movimento controcorrente. Continue reading

gennaio 11 2017

Trieste è come un oceano

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

Trieste è come un oceano: più la conosco e più la descrivo, più trovo un angolino vergine. La esploro soprattutto all’imbrunire, quando agli occhi del viandante pare di una grazia quasi scontrosa, quando la gente si appresta a rientrare nelle case e per le strade si forma un sonnolento fiume che scorre lento. Trieste è un simbolo, per questo, per diventarne parte integrante della città, mi piace percorrerla con addosso una specie di saio di cachemire nero da suora della letteratura, in sintonia con i personaggi della commedia umana che osservo e che trasfiguro nella mente. Continue reading