dicembre 24 2016

I centimetri contano

No, non sto parlando di cose scabrose, ma di viaggi. In questi giorni di festività natalizie molti si apprestano a fare la valigia per qualche giorno di meritato relax, ed ecco che spunta lei, la valigia. Incubo dei nostri spostamenti, ci stressa perché ce la dobbiamo portare appresso, ma anche perché ci costringe a fare i conti con lo spazio che non basta mai e con le regole rigide delle compagnie aeree. Ecco che allora i centimetri contano. Non vorrai mica lasciare a casa il tuo profumo preferito o le ciabatte che la nonna ti ha regalato lo scorso natale? E giù ad arrotolare vestiti, impilare mutande e reggiseni, le calze dentro le scarpe in un forsennato riempimento di tutti gli oggetti cavi. E che dire dei nostri oggetti tecnologici? PC, iPad, kindle, cellulare e una infinità di cavetti che non stanno da nessuna parte e con i quali vorremmo strangolarci per porre fine a tanto strazio. Forse dopo attimi di panico ce la facciamo ma con la consapevolezza che al ritorno sarà un incubo ancora peggiore perché sappiamo già che non riusciremo a farci stare di nuovo il nostro mezzo armadio in quella odiata valigia o, peggio ancora, che forse andrà persa e che dopo tanta fatica dovremo fare a meno di tutto. Ecco che così, per colpa della maledetta, anche stavolta il nostro viaggio non potrà essere rilassante come vorremmo, nemmeno se ci sforziamo a pensare al più idilliaco dei posti che stiamo per visitare.

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dicembre 22 2016

Navigare

Navigare è come andare a fare la spesa. Devi andare al supermercato solo per comprare due cose: il pane e il latte, ma ne esci con un libro, una camicia, le patatine, il dentifricio, il vino e un paio di calze. Arrivi a casa e, guarda un po’, ti sei dimenticato il pane e il latte. Navigare in rete è la stessa cosa. Ti metti al PC per cercare una cosa, ma navighi due ore sui siti più improbabili soffermandoti su tutto, dalla recensione di un film a un’offerta su Amazon, senza alla fine aver trovato quello che cercavi. Ti porti a casa perfino un paio di occhiali Ray-ban per 10 euro, una di quelle imitazioni quasi perfette, tanto perfette che la prima volta che li indossi ti cadono gli occhi.
Ahimè! Iniziare è semplice, è il dopo che diventa complicato.

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dicembre 21 2016

E’ ufficiale, i soldi non fanno la felicità

Ora è ufficiale, lo dice la scienza, i soldi non fanno la felicità. Al contrario, amore e amici sì, lo dice un’indagine della London School of Economics dalla quale è emerso che combattere ansia e depressione e costruirsi una buona rete sociale contribuisce ad abbassare il grado d’infelicità del 20%. Mentre, concentrarsi maggiormente su come uscire dalla precarietà lavorativa e guadagnare di più diminuisce solo del 5% l’insoddisfazione personale. Di qui l’appello degli esperti alle istituzioni sulla necessità di concentrarsi di più su politiche volte a combattere l’isolamento e l’alienazione anziché focalizzarsi sulla riduzione della povertà e sullo sviluppo dell’istruzione. Gli esperti sostengono che ciò taglierebbe la spesa sanitaria legata alla cura delle patologie mentali, migliorando la produttività e l’economia del paese.

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dicembre 20 2016

Ma chi lo dice che abbiamo bisogno di un governo?

Ma siamo proprio sicuri che ogni paese abbia bisogno di un governo? La Spagna è senza governo da quasi un anno e non è mai stata così florida con un Pil in salita del 3%. Anche il Belgio restò senza governo per 541 giorni fra il 2011 e il 2012 e sopravvisse alla grande. Non avere un governo è positivo in un paese in cui le strutture continuano autonomamente a funzionare, l’Ue non può imporre tagli e riforme e certamente l’occupazione se ne avvantaggerebbe.

🙂

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dicembre 19 2016

Sulle Alpi tra le vette del pensiero

M’ho da cambiar di tutto, m’ho da vestir da viaggio, sussurrava la preoccupata Giacinta nella commedia goldoniana “Le smanie per la villeggiatura”! Era la fine del Settecento, eppure ciò non si discosta molto dalle preoccupazioni di chi oggi si mette in viaggio. Tuttavia c’è viaggiatore e viaggiatore e non sono certo gli abiti a distinguere il villeggiante, sono piuttosto i luoghi scelti! Si giunge oggi al paradosso di definire esclusivi luoghi che in realtà sono di massa. Cortina, la Costa Smeralda e tutto il resto non sono mete così irraggiungibili e c’è chi, pur di dire “io c’ero” vi soggiorna seppure in una tenda.

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dicembre 18 2016

Scandali e ancora scandali


Nello stesso giorno in cui il sindaco di Milano Sala (PD) si autosospende, il caso Marra travolge i virtuosi, coloro che si proclamano senza macchia e senza paura, ossia gli esponenti del m5s. Ciò non stupisce, diciamolo, ma una cosa salta agli occhi e su questa non si può tacere, ossia la spudoratezza che non conosce limiti dei politici. Il PD difende Sala e non vuole la sua autosospensione, mentre chiede le dimissione della Raggi. Il m5s vuole mandare a casa Sala ma difende la sia sindaca. Non vi pare un’anomalia? Eppure i fatti non sono tanto diversi, forse lo sono nella sostanza ma non nella forma e noi non possiamo fingere di non vedere gli interessi di parte di coloro cui del paese non importa un bel nulla.

dicembre 15 2016

Dialogo sopra un piatto di trippe

Trippe fumanti avvolte da pomodoro aromatizzato e ricoperte da scaglie di grana, salame cotto che amoreggia con burro e cipolla, merlot nerissimo e denso. A Venzone, in una locanda dove si degustano solo piatti friulani, c’è l’ambiente ideale per una discussione filosofica. L’attenzione del cameriere è talmente discreta, tipicamente friulana, da non rovinare l’incontro fra idee e mondi. Non sarebbe meglio, vi chiederete, un serrato confronto filologico, la lettura di un testo o magari la partecipazione ad una conferenza?
Ebbene, no! Continue reading

dicembre 14 2016

Meglio la pizza

Dove si mangia del buon pesce? Mai domanda pare più bizzarra ma si continua a farla, la fanno i turisti a caccia di ricette della cucina locale, la fanno pure i residenti sempre a caccia di locali dove si mangia da re spendendo nulla. Questa domanda l’ho sentita fare persino sul lago di Garda, ma dico, amico, non sai che sul lago di Garda si pesca solo pesce d’acqua dolce che, ben che vada, sa di nulla? Ma di questo poco importa alla gente e lo dimostra il fatto che sul menu di un ristorante sulle Dolomiti ho visto che si proponevano scampi crudi. Roba da brivido. Ma poi, che vuol dire mangiare del buon pesce?

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Comunemente con questa frase la gente intende una cosa sola, mangiare molto e spendere poco e questo, quando si mangia pesce, significa sacrificare la qualità. Eh si, talora la gente non sa mangiare, ne è la riprova che i posti dove si mangia peggio e si spende poco sono sempre pieni di gente: su quelle tavole sfilano terribili grigliate miste, abbondanti, quasi repellenti a vedersi, fatte con orate provenienti da chissà quale allevamento. E il gamberone con la testa nera che sa di ammoniaca… mangiano pure quello. L’odore che questa grigliata emana è da tipica griglia untuosa dove i cuochi hanno cotto di tutto e pulito poco. E ancora, che dire dei tagliolini viscidi e stracotti? Stracotti si, ma con pregiato salmone, peccato che quasi nessuno si accorga che di salmone non si tratta, bensì di trota affumicata. E del dentice spacciato per baccalà, ne vogliamo parlare? Nessuno pensa che, se il baccalà costa cento al chilo da crudo, non te lo possono vendere a trenta da cotto! Se vuoi spendere poco a tutti i costi succede questo, ma tanto quasi nessuno se ne accorge. E che dire del fritto misto fatto di calamari? Tristi e pallidi anelli di cadaveri congelati, tanto gommosi che prima di ingoiarli devi mettere a dura prova il tuo apparato masticatorio. Per mangiare del buon pesce, insomma, bisogna spendere tanto, ma nemmeno questo, purtroppo, è sempre garanzia di qualità. Dunque, consigliare a qualcuno un “buon” ristorante di pesce è un azzardo: se si consiglia un posto mediocre capita magari che nel gruppo c’è qualcuno che se ne intende e ti giochi la reputazione. Se si consiglia un posto troppo caro ti accusano di furberia. Per questo, a chi rivolge la fatidica domanda, meglio consigliare sempre una bella pizza.

🙂

dicembre 13 2016

L’ottuso

L’ottuso è colui che, mancando completamente di oggettività, prova un senso di indignazione quando qualcuno gli mostra la possibilità di esistenza di qualcosa di diverso da quello che lui concepisce. Disabituato a guardare all’esterno perché rivolto solo dentro di sé, si tuffa nelle sue rigide convinzioni come unica sponda del suo esistere. Egli è sempre teso verso qualche cosa che lo riguarda, difende con i denti tutto ciò che lo circonda senza sottoporre nulla a vaglio critico e, appena qualcuno gli ricorda che esistono anche altri mondi, la tensione sale, s’indigna, diventa iracondo, maligna sugli altri, li insulta e poi si rifugia in uno sdegnato silenzio.

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dicembre 12 2016

Certi libri

Trovo sia sempre più difficile leggere un buon libro. Fidarsi della critica è un suicidio, i critici sono spesso pagati dalle case editrici per fare pubblicità a una loro pubblicazione, meglio dunque lasciar perdere. Entrare in libreria equivale a immergersi in un sacco dell’immondizia con guanti e maschera alla ricerca disperata di qualche perla. Ma che fatica! Fra ricettari, insulsi saggi su come vivere felici e consigli sull’autostima, gialli che di giallo non hanno nemmeno la copertina, il lettore prende timidamente in mano un libro qualsiasi, ammira la copertina, lo sfoglia, legge l’incipit e lo compera ben sapendo che questo acquisto, quasi sicuramente, lo costringerà a fare una capatina in farmacia. Continue reading

dicembre 11 2016

Il pauroso

La paura è un sentimento irrazionale e chi ne soffre è sempre attanagliato dal dubbio. Il pauroso fondamentalmente è onesto e innocuo per gli altri e per questo è un poveretto che fa male solo a se stesso. L’insicurezza, l’incertezza, il dubbio sono costanti che lo fanno apparire sempre in difficoltà. Trema davanti ad ogni situazione, la ingigantisce e, ogni volta che si appresta a fare qualcosa di nuovo, cade in preda al panico. Fare un viaggio, fidanzarsi, comprare un appartamento, tutto diventa un problema a causa dei suoi ripensamenti. Il viaggio è forse troppo pericoloso, i genitori lasciati a casa si sentono soli, nel caso del fidanzamento non è più sicuro del proprio amore e si sente come una bambola rotta.

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