gennaio 13 2017

Il vile

Una foto pubblicata da Alan Nguyen (@rotmouth.exe) in data:

In qualche modo il pauroso e il vile si assomigliano essendo accomunati dal dubbio, ma i dubbi del vile sono ben più pericolosi di quelli del pauroso perché, mentre il pauroso danneggia solo se stesso, il vile danneggia gli altri e in questo sta la sua vigliaccheria. Il vile, infatti, nel suo decidere prima una cosa e poi il suo contrario, produce un danno a quelli che contano su di lui e si fidano della sua parola. In molte situazioni il pauroso che trema e dice «non me la sento» suscita disprezzo, ma è ben più grave il caso di chi invece ottiene la fiducia degli altri e poi viene preso dalla paura, si ferma, si nasconde e, per colpa sua, molti vengono danneggiati. Continue reading

gennaio 12 2017

Paganelli di lusso

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

Quando ero bambina ero solita improvvisarmi pescatrice e, con un manico di scopa, un filo e un amo, creavo una rudimentale canna da pesca e saltavo di barca in barca per pescare paganelli, altrimenti detti ghiozzi, “gò”, in dialetto veneziano. Dovevo però munirmi di esche grazie a un retino da pesca che infilavo nell’acqua sotto riva e che in un battibaleno si riempiva di “anguee”. Quando ti affacciavi da una riva, soprattutto nei pressi delle bricoe, ma anche presso i pontili dei vaporetti o vicino alle barche, potevi vedere interi banchi di questi piccoli pesci luccicanti che sembravano fermi e che, invece, erano in continuo movimento controcorrente. Continue reading

gennaio 11 2017

Trieste è come un oceano

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

Trieste è come un oceano: più la conosco e più la descrivo, più trovo un angolino vergine. La esploro soprattutto all’imbrunire, quando agli occhi del viandante pare di una grazia quasi scontrosa, quando la gente si appresta a rientrare nelle case e per le strade si forma un sonnolento fiume che scorre lento. Trieste è un simbolo, per questo, per diventarne parte integrante della città, mi piace percorrerla con addosso una specie di saio di cachemire nero da suora della letteratura, in sintonia con i personaggi della commedia umana che osservo e che trasfiguro nella mente. Continue reading

gennaio 6 2017

Anche al CERN arriva l’epifania

Anche nel laboratorio di Ginevra arriva l’epifania e non trattasi dell’epifania del 6 gennaio ma quella del bosone. Due raggi di protoni ad altissima velocità, che girano nell’anello di 27 chilometri mantenuto a –271°C, si scontrano all’energia record di 7 trilioni di elettronvolt producendo una serie inedita di prodotti di collisione, dei veri e propri fuochi artificiali che lasciano a bocca aperta più che se vedessimo la befana volare sulla scopa. Con questi esperimenti i fisici mirano a riprodurre le prime fasi di vita dell’Universo e il fatto ha dell’incredibile se si pensa che, allineare due fasci di protoni, è come far scontrare due aghi sparandoli dalle sponde opposte dell’Atlantico. Brindiamo all’epifania per festeggiare la cara vecchia befana della nostra infanzia, ma anche per ricordare questo straordinario successo scientifico.

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

gennaio 5 2017

Elogio delle trattorie

Il modo di cucinare negli ultimi anni ha subito una spaventosa degenerazione, penalizzando il tatto e l’olfatto in nome della vista. Basta recarsi in qualche ristorante considerato dai più come “raffinato” per vedere serviti piatti pittoreschi con una non ben definita cacchina al centro circondata di salse colorate alla frutta, il massimo della degenerazione raggiunta da questi cuochi assassini. Volete mettere le trattorie alla vecchia maniera? Sono luoghi dove ci si riappropria del gusto mettendo in tavola tutto ciò che esalta i sensi e i ricordi. Delle semplici patatine fritte da mangiare senza posate oppure, massimo della goduria, una pasta e fagioli per risaltare le percezioni, sono qualcosa di sublime. Continue reading

gennaio 4 2017

Il cuore di Venezia

Il più delle volte le città si espandono a macchia d’inchiostro, alcune hanno un incremento lineare, altre si allargano in cerchi concentrici. Venezia no e provate a capire la dislocazione delle calli con quella strana toponomastica, se ci riuscite. Tutto si presenta come un tentativo di preservare l’esperienza della storia, il significato del passato che si è accumulato in ogni angolo, anche nelle tante scomode crepe che sono dovunque, o in quelle cancellate negli ultimi cinquant’anni e che presto finiranno oltre i confini della memoria. L’atmosfera della città è a tratti conviviale a a tratti sofisticata, con incredibile rapidità si passa dai caffè e teatri chic ai bacari, alcuni dei quali sopravvivono ancora come vestigia di tempi antichi. Continue reading

gennaio 3 2017

Il fascino della nebbia

La nebbia è un fenomeno poco amato, la gente ne vede i lati negativi, i disagi che porta a chi guida, l’umidità che penetra nelle ossa, ma per noi, scrittori amanti della solitudine, la nebbia ha un grande fascino. Dire che affascina perché non mostra le reali dimensioni delle cose è fin troppo scontato, c’è qualcosa di più in quella trina che tutto avvolge. Eppure è vero, c’è qualcosa di misterioso in quella mancanza di colore, qualcosa che rende tutto ovattato con giochi di chiaro scuri in cui si percepisce unicamente la presenza degli oggetti, senza però vederne i contorni in modo nitido. Continue reading

gennaio 2 2017

Noi stessi migliori

Quanti propositi, buoni naturalmente, seguono la notte di Capodanno! Rileggere Guerra e pace, iscriversi a un corso di tai chi, volontariato a tutti i costi, smettere di bere, fumare e incavolarsi. Chi, il 31 dicembre, non ha almeno per un attimo sognato la metamorfosi della favola, Harry Potter che dal sottoscala diventa mago capace di salvare l’Universo? E oggi per molti si susseguono i giorni dei rimpianti: una telefonata non fatta, l’iscrizione non avviata, la pagina non aperta, la persona non abbracciata. E allora forse il vero proposito sarebbe, non essere un’altra persona nel 2017, ma semplicemente tirare fuori anche la parte migliore di quello che già siamo. Continue reading

gennaio 1 2017

Animi solitari

Nell’animo di un solitario si ode sempre qualcosa dell’eco del deserto, qualcosa dei sussurri e del timido guardarsi attorno nella solitudine. Chi, anno dopo anno, giorno dopo giorno, è rimasto ad ascoltare la propria anima in confidenziale colloquio, chi nella propria casa è diventato orso delle caverne o custode di tesori, emana verso il mondo una luce crepuscolare, un odore di profondità. Noi, popolo di solitari, ascoltiamo i grandi silenzi, volgiamo lo sguardo mentale in lontananza e guardiamo lo spazio profondo. Il 2017 sia per noi, popolo di solitari, occasione per ascoltare echi lontani, per configurare nuovi mondi e per concedere alla nostra vista sempre nuove stelle.

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data: