gennaio 25 2017

Pelo e contropelo

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Vi ricordate quando Obama è andato in Africa e ha detto agli africani: io sto con voi, però smettetela di lamentarvi perché la corruzione che vi rende poveri è roba vostra, non arriva da fuori. A differenza di Obama, nessun politico in Italia ha il coraggio di fare il contropelo al suo auditorio. Mai sentito un onorevole affermare davanti a una platea siciliana che la mafia è siciliana. Macché: la mafia sta a Roma, a New York, a Bogotà, dovunque ma non lì. Questo accade perché i nostri politici sono operaisti con gli operai, padronali con i padroni, vegetariani fra le pannocchie e carnivori fra i leoni, perché gli elettori non sono guardati come persone da responsabilizzare, ma come clienti da intontire dicendo loro che la colpa che li angustia è sempre altrove. Grillo quando va a fare al Nord i comizi che lo hanno reso ricco, grida contro la monnezza di Napoli e quando va a Napoli si scatena in dichiarazioni di disprezzo nei confronti del Nord. Ricordate quando dal pulpito di una piazza di Napoli ha gridato che Caorle fa schifo? Ricordate quando da una piazza di Treviso ha gridato che Napoli fa schifo? In realtà gli unici a fare schifo sono proprio i politici che, grazie a questa tecnica meschina, si arricchiscono. D’altronde i clienti questo reclamano: un capro espiatorio contro cui sfogare la propria impotenza e la propria atavica stupidità.

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Posted 25 gennaio 2017 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0

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