febbraio 15 2014

Perché diciamo NO al canone Rai

E’ dai primi di gennaio che la rai ci martella ricordandoci che scade il termine per il pagamento del canone Rai adducendo la ragione che la televisione è uno strumento particolarmente idoneo alla crescita civile e culturale del Paese. E’ questo il motivo per cui noi tutti dovremmo considerarla un servizio pubblico da sostenere attraverso un canone. La Rai strumento di crescita civile e culturale del paese? Ma stiamo scherzando? Solo un cretino può non essersi accorto che le proposte culturali sono debolissime e presentate a ore improponibili, tipo alle due di notte quando la gente dorme. Solo un cretino può non essersi accorto che quello che interessa alla Rai è il massimo consenso per vendere a caro prezzo spazi pubblicitari. Ecco che allora questo strumento diventa un contenitore spazzatura dove si offrono trasmissioni a ragazzini segaioli che si rimbambiscono guardando la De Filippi e a casalinghe frustrate che, intanto che mescolano il sugo, si asciugano le lacrime guardando telenovelas. Altro che strumento idoneo per la crescita civile e culturale del paese! Ecco allora che il nutrito esercito di coloro che assistono a tanto scempio si sente derubato. Io e tutti quelli che come me non guardano il grande fratello, né amici, né telenovele strappalacrime, siamo indignati e non vogliamo pagare il canone per questa tivvù spazzatura. Chiediamo pertanto che il canone sia fatto pagare solo a coloro che usufruiscono di questo servizio e che le reti Rai siano oscurate a chi non le desidera vedere. Questa imposizione del canone si raffigura come l’ennesimo furto nascosto dietro a tasse, cavilli e quant’altro, tutti pretesti per derubarci in tutti i modi possibili.

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Posted 15 febbraio 2014 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0