agosto 2 2016

Quella puttana di madame Bovary vivrà in eterno

Si dice che, vedendo avvicinarsi la fine, Gustave Flaubert abbia mormorato: “Io muoio e quella puttana di madame Bovary vivrà in eterno”. Non è così che si dovrebbe parlare delle signore, ma Flaubert si è avvicinato al vero.  La signora Emma Bovary, moglie di un dottore, si dà all’adulterio e vive al di sopra dei suoi mezzi per sfuggire alla noia, tutto qua. Benché la trama sia piuttosto semplice, se non addirittura stereotipata e il personaggio piuttosto scialbo, l’opera attinge alla vera arte dal perfezionismo dalla scrittura di Flaubert. Emma Bovary è famosa in tutto il mondo, mentre il lettore non si cura del magnifico stile letterario dell’autore, lo soprassiede e resta abbagliato da ciò che riluce in superficie.

Il mondo letterario è pieno di personaggi mediocri che diventano più famosi dell’autore che li ha creati! Fra questi possiamo collocare Casanova, Pinocchio, Gulliver e tanti altri protagonisti di romanzi che sono diventati gli archetipi dell’immaginario letterario. Fra questi spicca anche la figura di Lolita, la dodicenne inventata da Nabokov che ha creato questa insulsa che nessun insegnante vorrebbe come alunna e che nessun nonno vorrebbe come nipote. Eppure il personaggio di Lolita ha fatto vendere all’autore un numero incalcolabile di libri.  L’autore voleva che il lettore si accorgesse di quel “di più” che ha raccontato, ma non è stato così, nessuno ha saputo andare oltre la presenza dell’insulsa senza accorgersi di come vi è spiegata mirabilmente la frammentazione dell’identità individuale nella società contemporanea. Lo scrittore vende, è vero, ma gli resta anche l’amarezza per quel qualcosa che gli occhi del lettore non percepiscono: tutto il tremendo, irritante  universo delle piccole cose che impastoiano l’anima, tutta la profondità dei frammentari di cui ribolle la vita, amara, a tratti tragica. Lo scrittore, con la salda forza dell’implacabile penna, cesella, prospetta, mette bene in rilievo e in limpida luce gli anfratti più reconditi del mondo, ma il mondo non vede.

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Posted 2 agosto 2016 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0

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