gennaio 15 2017

Ritratto di un moralista

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

Ebbene si, lo confesso, ho schiacciato uno insetto in ascensore. Tolto di mezzo, soppresso, reintegrato nel ciclo naturale. Ho ucciso e attendo le critiche dei naturalisti duri e puri, gente che ti condanna perché hai eliminato un insetto e che magari si fa meno scrupoli nell’eliminare professionalmente, magari sentimentalmente, altri esseri umani. Ci sono peccati che non si possono perdonare. No, non sto parlando di quelle efferatezze che il codice interno delle carceri punisce più severamente di ogni codice penale: delitti contro bambini o familiari, no. Parlo di quelle piccolezze che costellano la meschina quotidianità. Ci sono individui che recitano la parte di persone perbene, che si mostrano indulgenti e comprensivi con gli assassini ma che poi sono disposti a mettere sulla sedia elettrica chi schiaccia un insetto. Persone di questo tipo sono moralisti che si illudono di stare dalla parte luminosa del mondo, non sono né di destra né di sinistra, non sono cattolici né anticlericali. Sono esseri che hanno bisogno di una forma di rigidezza per sentirsi rassicurati e per illudersi di saper distinguere con certezza i buoni dai cattivi. Abbiamo il moralista che critica solo i vizi delle categorie cui non appartiene e non vede quelli della propria: il commerciante critica lo statale, che critica il professionista, che critica il politico e via dicendo. Abbiamo il moralista del “fine che giustifica i mezzi” e che si appella a grandi obiettivi morali, così grandi e così morali che lo fanno sentire giustificato nel calpestare le piccole regole. Ma ciò in cui è più abile è nel saper eludere sui principi cui dovrebbe attenersi diventando, invece, spregevolmente ligio quando si tratta degli altri. Quando lo si guarda da vicino, su di lui si scoprono tante cose. Il suo obiettivo non è la difesa di valori, ma la distruzione di alcune persone: la moralità è uno strumento. La persona da colpire slealmente è un avversario politico, un concorrente economico, un rivale nella professione. Altre volte il moralista è mosso da spirito vendicativo o dall’invidia: critica un comportamento solo perché non ha avuto la possibilità di essere al posto del suo bersaglio. Non è raro scoprire che i moralisti più feroci sono quelli che hanno qualcosa da nascondere: denunciare i presunti vizi altrui è un modo per costruirsi una patina di onorabilità che distoglie l’attenzione dai vizi propri! Ci sono poi gli sciacalli istituzionalizzati che fanno del moralismo la loro bandiera: sono i politici che trovano nel moralismo lo spunto per attaccare i loro avversari o per prendere voti. Esempio lampante è il moralismo della sinistra con il suo laicismo sciatto che non prende posizioni su questioni quali il testamento biologico e l’eutanasia, i diritti delle coppie di fatto o la ricerca scientifica per non perdere i voti dei cattolici. Sono quelli che accusano la destra di portare le veline in Parlamento, senza ricordare che loro, in Parlamento, hanno portato Cicciolina la quale ora, per questa farsa, prende qualche migliaio di soldi nostri di pensione. Se poi dovessimo entrare nel campo del becero moralismo cattolico, quello che difende un grumo di cellule contro l’aborto e che paradossalmente invece condanna gli omosessuali, quello che ricatta ancora con lo spauracchio delle scomuniche, beh, ci dovremmo spendere un centinaio di pagine.
E’ vero dunque, nel nostro paese siamo in piena emergenza morale, ma sono i moralisti i veri responsabili di questo putridume, di questo immondezzaio intellettuale figlio dell’ipocrisia e dell’ignoranza! Non si accorgono del fango su cui rotolano, non fanno che dire che le idee di tutti vanno rispettate. Questa è una benemerita cazzata, vanno rispettate solo le idee e le azioni che non ledono la dignità degli altri, quelle che fanno crescere l’uomo da un punto di vista sociale e civile, quelle che inducono a comportamenti legali e al rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno, quelle che difendono l’ordine sociale e che combattono la delinquenza. Le idee e le azioni dei moralisti non rientrano in queste categorie perché sono tese a prevaricare, a dare giudizi morali di valore, a imporre il proprio punto di vista, a strumentalizzare cose e persone per fini politici o di personale interesse. I moralisti sono da contrastare come la peste nera, dovrebbero essere isolati e resi innocui ma ciò non è possibile perché costituiscono un numero enorme di persone, invischiate in tutto il tessuto sociale dove condizionano il vivere civile e il progresso.

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Posted 15 gennaio 2017 by paolasirigu in category "Tipi umani

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