febbraio 7 2010

Siamo tutti un po’ sciacalli

In genere si è portati a credere che la sofferenza comune unisca le persone. E’ una delle idee della morale che, sulla comune natura mortale e ferita, posa il fondamento della solidarietà. E’ anche questa una di quelle idee auspicabili a cui ci piace pensare e che tutti vorremmo, ma non è detto che sia così perché non basta il male comune per sentire l’altro come fratello da sostenere! In questi giorni ad Haiti sono riapparsi loro, gli sciacalli, gli esseri che puntualmente spuntano quando si tocca il fondo. Li abbiamo visti anni fa nelle grandi città americane colpite dall’alluvione, li abbiamo avvistati dopo il terremoto dell’Aquila e ora rieccoli ad Haiti. Queste figure della disperazione e del sopruso sono tanto bieche da sembrare irreali. Senza tuttavia pensare a queste situazioni estreme, ognuno può diventare sciacallo, magari lo è già. Non solo rubando pacchi ad Haiti puoi diventare sciacallo di qualcuno o del suo dolore! Lo puoi diventare in mille altri modi, tanto che siamo sciacalli e in mezzo a sciacalli molto più spesso di quanto pensiamo. Potenziali o attivi, seppure ben vestiti in giacca e cravatta, esperti di comunicazione o di finanza, o semplicemente impiegati in un anonimo ufficio. Andiamo dai politici con stipendi d’oro che sciacallano i nostri pensionati che fanno la fame, agli impiegati di banca che propongono turpi investimenti, ai benpensanti che urlano se gli togli il crocifisso ma che non esitano a mettere in croce i gay. Nel suo piccolo è sciacallo anche chi ricorre all’amica infermiera per farsi anticipare l’appuntamento ad una visita specialistica, sciacallo perché passa disinvoltamente sul dolore di qualcun altro. Come vedete, siamo tutti un po’ sciacalli.

 

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Posted 7 febbraio 2010 by paolasirigu in category "Scritti Corsari 2.0