dicembre 19 2016

Sulle Alpi tra le vette del pensiero

M’ho da cambiar di tutto, m’ho da vestir da viaggio, sussurrava la preoccupata Giacinta nella commedia goldoniana “Le smanie per la villeggiatura”! Era la fine del Settecento, eppure ciò non si discosta molto dalle preoccupazioni di chi oggi si mette in viaggio. Tuttavia c’è viaggiatore e viaggiatore e non sono certo gli abiti a distinguere il villeggiante, sono piuttosto i luoghi scelti! Si giunge oggi al paradosso di definire esclusivi luoghi che in realtà sono di massa. Cortina, la Costa Smeralda e tutto il resto non sono mete così irraggiungibili e c’è chi, pur di dire “io c’ero” vi soggiorna seppure in una tenda.

Una foto pubblicata da Paola Sirigu (@giacomaleoparda) in data:

Esistono tuttavia altre storie di vacanze, ad esempio quelle che rimandano a luoghi della memoria o a produzioni culturali. E poi, separate da tutte le altre, esistono anche vacanze sulle Alpi. Sulle Alpi e basta. Forse sono solo l’ultima barriera che separa il Nord dalle terre più calde del Sud, ma è soprattutto un posto dove si sale. Questa ubicazione, questa loro caratteristica di innalzarsi, ne ha fatto un luogo magico per molti intellettuali. Goethe vi fece tappa per trarre le sue ispirazioni migliori, così Ernst Bloch, Max Frish, il filosofo Marcuse e molti altri. Dobbiamo convenire che le Alpi racchiudono il fascino del percorso di frontiera, delle vette che innalzano il corpo e la mente. Lo stesso Thomas Mann fu stregato da questa magia paesaggistica e frequentò questi luoghi anche d’inverno. La montagna incantata è nata qui, sullo sfondo dello stesso paesaggio che ha ispirato anche L’ebbrezza della metamorfosi di Zweig. Quando si arriva in questi luoghi, si deve ammettere che sono così simili ai nostri sogni da sembrare quasi inverosimili e molti disegni di baite, vette, foreste e pascoli rievocano l’archetipo di quella misteriosa voce dell’essere al cui ascolto si abbandonò Martin Heidegger, rifugiatosi nella baita di Todtnauberg nella Foresta Nera. In queste valli risuona anche il ricordo di Nietzsche che a Sils Maria veniva a sedare i suoi strazi, ma anche ad alimentare la tormentata vena filosofica. Anche Reiner Maria Rilke, preda della disperazione e del sublime, passò di qui fermandosi a Soglio. A Montagnola il filosofo Horkheimer trascorse alcuni anni della sua vita disputando sulla critica che il suo esimio collega Lukács mosse contro gli intellettuali in vacanza. Lukács allora scrisse:

Nell’albergo della teoria, fornito di tutti i comfort, si sistemano a loro agio gli intellettuali sull’abisso del nulla, al cospetto dell’esperienza della mancanza di senso che minaccia ogni prassi in condizioni totalitarie.

Era il 1933, anno di ascesa di Hitler al potere, anno in cui emersero l’impotenza e le responsabilità degli intellettuali. Ma tra le vette il loro pensiero, nonostante tutto, saliva.

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Posted 19 dicembre 2016 by paolasirigu in category "Luoghi", "Scatti

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