febbraio 14 2015

Un delicato profumo di ortiche

“Mi rivolgo a te che stai leggendo queste pagine e che vivi non so in quale tempo e non so in quale luogo. Lo dico non senza provare una certa inquietudine all’idea che ciò che sto per dire dovrà attendere chissà quanto tempo prima di arrivare nelle tue mani. Se la pazienza è amara il suo frutto è dolce, diceva Rousseau, ma non in questo caso perché, se per me la pazienza è amara, per te il frutto non sarà affatto dolce. Mi chiedo chi sei e non poterti dare un volto, confesso, ha un suo fascino. Magari sei un Cristo senza croce o un partigiano che attende di pendere da qualche parte con una corda attorno al collo, forse hai ali macchiate di guerra o invece sei una ricca signora dalle chiome rosse fiammanti che cadono come festoni sopra i seni profumati. Solo una cosa mi auguro, che a te spetti un destino diverso dal mio”.

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